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Maria Teresa Prestigiacomo, una voce critica fra editoria e arte contemporanea

Enzo Napolitano Gli immortali

EmmeReports incontra il critico d’arte Maria Teresa Prestigiacomo, che in una lunga e pregevole attività ha riunito e raccontato artisti legati da un comune denominatore: la radice culturale mediterranea, ancora pregna di risonanze classiche ma al contempo vivida, tumultuosa e brillante. È una realtà umana con oltre tre millenni di storia che ha saputo creare, sulle coste e sulle rotte marinare, la culla della nostra civiltà; una nascita turbolenta, in un paesaggio di luce, di acque spumeggianti, di tramonti intensi, di imperi che hanno raggiunto gli oceani e di macchia vegetale intricata e ruvida, aggrappata alle isole, alle falesie e in perenne contrasto col mare. Maria Teresa Prestigiacomo, giornalista, scrittrice e poetessa messinese, è stata docente di Lettere di istruzione Superiore ed è responsabile d’arte contemporanea per il bimestrale Red Carpet, editoria di élite con redazioni nei principali centri europei. 

Professoressa, riuscire a focalizzare un’intera cultura fatta di differenti aspetti ma con una forte e inequivocabile radice comune, richiede grande sintesi e notevole profondità di pensiero, ma anche tecnica narrativa e la capacità di svelarne la forza simbolica. Quali punti di forza ha in comune con Nicole Roesler, icona del lusso e del prestigio, da lei presentata a Roma a Villa Mercadante per il libro “Promessa d’amore”? 

“Sono diversi i punti in comune ma soprattutto è l’Eros che ha sempre guidato la mia esistenza personale ed il mio ruolo di critico e da idealista; così come Nicole Rose ho sempre guardato all’amore e non al denaro nei rapporti con l’altro sesso. La radice comune con la Germania esiste ed è lontana, affonda le sue radici anche nell’amore per la nostra lingua latina che in Germania è ancora apprezzata ed addirittura parlata in certi contesti culturali di elevato profilo. Tornando all’ultimo libro di Nicole Rose, Esplosioni di Eros, lo presenterò prossimamente anche a Parigi, Berlino e a Taormina nella Villa Hauser-Letojanni”

Maria Teresa Prestigiacomo

Nella sua lunga attività di critico ha conosciuto e promosso molti artisti; la maggior parte di loro ha fatto dell’ambiente e della cultura mediterranea il perno della propria arte. Parliamo di alcuni di loro, nei suoi ricordi di questi Maestri, in quello che più l’ha colpita. Sono artisti che riflettono il Mare Nostrum e il ricordo di un impero che, nel periodo di Traiano, andava dalla Mesopotamia all’attuale Romania, nelle loro opere si avvertono le origini tirreniche ma anche il contatto e confronto con la cultura della Magna Grecia. 

“Certamente, uno di questi è Togo, Enzo Migneco che affonda le sue radici nelle correnti di Alì nel mare Nostrum, si nutre di sole e di mare, di tramonti accesi all’occaso sulle isole del sogno, attraverso nuances cromatiche che esprimono la gamma dei sentimenti del Mediterraneo. Doina Botez, artista di Bucarest, amante dei miti e leggende mediterranee tra Satiri danzanti evocatori dell’Antica Grecia e della Penisola Italica, Baccanti e Narcisi perduti nel riflesso della loro immagine. Beniamino Minnella, dalla pittura che trae spunto dai suoi viaggi in India e come Gauguin in Polinesia, un artista che canta di donne dai fantasmagorici vestiti luccicanti al sole, piegate dal duro lavoro ma con il sorriso sempre sulle labbra. Sono tutti autori che ho presentato con i miei testi in catalogo, cataloghi Skyra e altre pregevoli edizioni. Desidero ricordare anche il maestro Enzo Napolitano, dalla “spiritualità del magma” come ha inteso definire egli stesso la sua ultima produzione pittorica che ho presentato il 29 maggio a Messina presso Arte Cavour e apre quest’articolo con l’opera di copertina “Gli immortali”. Non dimentichiamo Vanecha Roudbaraki e Lydia Canclaux, con un percorso straordinario di immersione ecologista; le presenterò a Catania il 28 settembre con un pittore di Shangai, Tong, e una cinese, Zhu. Zhu ha dettato ‘legge’ sulla data del vernissage, perché 2 è facilità e 8 è fortuna”

Togo – Alta marea 2021 

Tra gli artisti curati da Maria Teresa Prestigiacomo è sicuramente emblematico Togo, perché trasforma i colori dell’ambiente in emozioni, aprendo il mondo del ricordo di una terra vissuta ma soprattutto amata, sentita come parte del proprio corpo, descritta con struggente nostalgia usando pennelli invece delle parole. Una terra che è natura e popolo, un’arte di intrinseco impegno sociale basato sulla dignità artigianale del lavoro, sull’etica della vita. Ma vanno ricordati anche Stefano Donato, pittore messinese, con un’impostazione rigorosa dello spazio, concepito per volumi ma attento alla luce e soprattutto a rendere la sconfinata forza morfologica dell’ambiente naturale. Una realtà fisica di grande potenza, su cui uomo e storia incidono con una traccia al tempo stesso evidente ma anche fragile e transitoria. Pietro Piccoli, pittore tirrenico di cui ha curato il catalogo antologico che è stato presentato nella Sala degli Specchi del Comune di Giarre. Un artista le cui opere hanno una linea d’orizzonte sempre marcata, quasi un vedutista barocco affascinato dagli equilibri geometrici e dalle campiture di colore che si richiamano al reale ricombinandosi però in sapienti dissolvenze quasi astratte. 

Dai colori solari di coste di mare lo sguardo della Prestigiacomo si è allargato fin verso i confini della romanità, con le già citate Doina Botez, che mantiene un immaginario dacico, dove il mito classico pulsa ancora con veemenza e la cui tavolozza, ovviamente, è più soffusa e delicata perché riflette le sconfinate pianure danubiane. Infine Vanecha Roudbaraki, artista franco iraniana dai colori scintillanti di tappeti e maioliche persiane, portate però in uno spazio prospettico, di chiara matrice europea. Un’artista attenta alla bellezza del corpo umano nel suo volume chiuso e scultoreo, nella sua potenzialità plastica di accogliere la luce. 

Lei ha articolato questo universo di geografia storica e del mito in un grande laboratorio culturale, che ha sede a Messina: l’Accademia Euromediterranea delle Arti. Quali sono stati i momenti più importanti e quali i progetti in via di realizzazione che l’Accademia promuove? 

“Organizziamo con notevole successo e non solo in Europa eventi d’arte e presentazioni di libri: Hammamet, Sousse, Cartagena, Londra, Berlino, Parigi, Bruxelles, al Parlamento Europeo, a Roma, nella Città del Vaticano, Firenze, Palermo, Catania e Taormina. Sono Presidente da quando fondai l’Accademia e notevoli sono stati i consensi ricevuti sia in Europa che nell’Africa del Nord. Le prossime tappe? Per scaramanzia non lo dirò; ma non basta sapere che ho presentato al Grand Palais a Parigi sugli Champs Elysees dove espongono le opere di Hopper o dei Big dell’Arte?”.

di Massimiliano Reggiani – EmmeReports
Ricerche ed editing a cura di Monica Cerrito

Massimiliano Reggiani

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