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Igor Petyx: “Spero di fotografare le persone libere dal virus”

Un fotoreporter non ama la routine, non aspira ad un lavoro normale, sedentario, comodo, banale, ma sceglie di percorrere strade difficili, ma anche molto affascinanti e gratificanti, non dal punto di vista economico, perché, spesso, il frutto del nostro impegno lavorativo, non viene adeguatamente e degnamente riconosciuto. È una passione, uno stile di vita, che ti prende con forza e ti butta in strada, con la tua macchina fotografica, con l’occhio sempre nel mirino, con il dito perennemente pronto a scattare, a documentare una scena, una storia, la vita o la morte di qualcuno.

Molti dicono che sia una professione per “lupi solitari”, come il Russell Price, fotoreporter statunitense, magistralmente interpretato dall’attore Nick Nolte, nel film “Sotto Tiro”. In verità, in strada, sul campo, il collettivo, la solidarietà e l’amicizia tra colleghi sono fattori fondamentali per svolgere il lavoro di fotoreporter, videomaker o giornalista.

Ed è proprio quello che pensa e mette in pratica, il foto-giornalista Igor Petyx, come leitmotiv del suo lavoro, sempre pronto a dare una mano ai suoi colleghi e a dispensare loro preziosi consigli tecnici sulla fotografia.

Questa mattina, il fotoreporter di Palermo ha inaugurato ufficialmente, la mostra fotografica, composta da cento immagini, anticipata da un articolo di EmmeReports, pochi giorni fa.  

I medici in trincea. Il mare off limits. Viale della Regione Siciliana ridotto a un lungo nastro d’asfalto grigio, vuoto come nessuno l’aveva mai visto. Poi la ripartenza dopo il lockdown. La prima crociera sbarcata a Palermo. Le città tornate Covid free: un ragazzo di Campofelice di Fitalia sfila la mascherina per un attimo e respira. Altrove un’anziana cala sul viso la coppa di un reggiseno: i dispositivi di protezione individuale scarseggiano, l’ingegno mai.  C’è tutto questo e molto di più negli scatti di Igor Petyx, esposti alla Fiera del Mediterraneo di Palermo, nella mostra “Risorgiamo Italia”, fruibili da coloro che si di vaccineranno presso l’Hub provinciale.

“Quando a Palermo è arrivata la pandemia, con i primi contagi all’hotel Mercure, ho pensato che dovevo raccontare la nuova realtà che la mia città stava vivendo” ha spiegato Petyx. “Bisognava ricominciare da capo, ripartendo da una mostra. Dato che tutto era cambiato, quello che avevamo raccontato fino a quel momento non bastava più e doveva essere aggiornato. Le persone hanno dovuto imparare una nuova quotidianità fatta di distanze, mascherine, protezioni. Io, come gli altri colleghi, ci siamo sentiti investiti del dovere di raccontare questo cambiamento epocale dal lockdown alla ripartenza alla speranza dei vaccini. Era qualcosa che mi bolliva dentro e questo è un modo per restituire alla città la riserva di storie che mi ha regalato in questi mesi”.

“Non ho un’idea di quello che fotograferò nel prossimo futuro, ma spero con tutto il cuore, di documentare il ritorno alla normalità, di vedere le persone senza mascherine, abbracciate e libere, finalmente, da questo incubo del virus e senza bisogno di sperare!” ha aggiunto il foro giornalista di Palermo.

“Quando ho visto le fotografie di Igor Petyx per la prima volta, è stato un momento veramente emozionante, perché stato l’unico momento in cui mi sono veramente fermato, dopo mesi di intenso lavoro” ha dichiarato il commissario Covid di Palermo e provincia, Renato Costa. “Il Coronavirus è arrivato come un’onda d’urto così violenta che siamo stati travolti senza accorgercene” “È stata una rivoluzione assoluta. Ecco perché rivivere alcuni momenti di questa pandemia, che sembravano impensabili, è davvero emozionante. È la memoria collettiva, di una città e di un paese, che riaffiora piano, ci ricorda quanta strada abbiamo già percorso e che non possiamo fermarci adesso, a pochi passi dall’uscita dal tunnel”.

Di Francesco Militello Mirto – EmmeReports

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