Militare Speciali

Vaccini. La Difesa al fianco di medici e infermieri nella guerra al Covid-19

La campagna di vaccinazione in Italia è iniziata con l’Operazione EOS, voluta dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e diretta dal Comando Operativo di vertice Interforze, comandato dal Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, con la partenza dall’HUB nazionale vaccini della Difesa di Pratica di Mare, degli assetti delle Forze Armate che distribuivano in tutta la nazione, i primi vaccini contro il Covid-19.

L’importante supporto dei militari italiani non ha mai smesso di continuare da quando è iniziata l’emergenza sanitaria in tutto il Paese, basti pensare al lavoro dei tanti medici e personale sanitario all’interno dei Covid Hospital, oppure ai voli in biocontenimento per trasportare pazienti in pericolo di vita.

Da circa due settimane donne e uomini con le stellette affiancano i colleghi delle varie ASP, nella campagna vaccinale più imponente nella storia del genere umano.

“Concorriamo al sistema sanitario nazionale e nello specifico al sistema sanitario regionale in Sicilia, con diversi assetti sanitari delle Forze Armate” ha spiegato il Tenente Colonnello Medico Angelo Barna, Ufficiale Coordinatore regionale del Comando Operativo di vertice Interforze. “A Palermo abbiamo un team, composto da un ufficiale medico della Marina Militare, un ufficiale della Croce Rossa e un sottufficiale infermiere della Marina Militare, che sostiene una catena specifica di slot vaccinali, che ci consente di effettuare dei numeri giornalieri rilevanti. Ad Agrigento abbiamo due team, uno dell’Esercito, costituito da due ufficiali medici e due sottufficiali infermieri e un altro team costituito dall’Aeronautica Militare, sempre con quattro sanitari”.

Il Tenente Colonnello Angelo Barna è da circa 34 anni nell’Esercito Italiano, con 12 missioni all’estero all’attivo, dove ha ricoperto diversi incarichi, dalla semplice attività di ufficiale medico a quella direzionale, come direttore del NATO Role 2 di Herat in Afghanistan.

“Mi onoro di avere nell’ambito dei nostri team, personale che ha dato parecchio supporto nelle varie missioni nei teatri operativi all’estero” ha affermato con orgoglio l’ufficiale medico della Difesa. “Noi come Forze Armate ci siamo sempre, c’è un’unione di intenti con gli altri colleghi medici delle diverse Forze Armate. Per noi è uno spunto maggiore di collaborazione, che già comunque è stato sperimentato nelle diverse missioni in teatro operativo”.

Nel team della Difesa che opera presso l’HUB della Fiera del Mediterraneo di Palermo, c’è Sorella Ciarfaglia, un’infermiera volontaria del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, ma che lavora anche presso l’ISMETT del capoluogo siciliano. “Ho dato la mia disponibilità per 50 giorni, per supportare le Forze Armate contro questa pandemia, terminerò il 30 maggio” ha detto Sorella Ciarfaglia a EmmeReports. “Questa esperienza dell’emergenza sanitaria mi sta arricchendo molto dal punto di vista personale e professionale. Penso che ognuno di noi sanitari dovremmo dare il nostro supporto alla popolazione. L’aiuto che posso dare in questo momento è molto importante e farlo mi arricchisce, perché mi offre una visione globale di quanto ognuno di noi abbia la necessità di essere aiutato in qualsiasi momento”.

L’infermiera della Croce Rossa in supporto alla Difesa ha poi evidenziato quanto sia importante questa imponente campagna vaccinale.

“Vaccinarsi contro il Covid-19 è l’unico modo che abbiamo per poter uscir fuori da questa pandemia” ha affermato la Ciarfaglia spiegando quanto sia importante una corretta informazione. “Il mio consiglio in questo caso è di fare sempre affidamento a quello che dicono i sanitari, soprattutto a chi lavora nel mondo ospedaliero”.

Del team della Difesa che da due settimane somministra i vaccini alla popolazione palermitana, fa parte anche il Tenente di Vascello Medico Alessandro Alcibiade, in servizio presso l’Infermeria Presidiale della Marina Militare di Roma, ma con diversi imbarchi sulle unità navali di COMFORPAT e una missione in Iraq.

“Siamo stati formati con un corso specifico per medici, messo a disposizione dall’Istituto Superiore della Sanità, per tutto il personale sanitario, da impiegarsi in questa campagna vaccinale, la più grande che abbiamo conosciuto nella storia. I vaccini che stiamo somministrando sono più o meno come tutti gli altri, quindi bisogna conoscere i criteri di inclusione ed esclusione dei pazienti per la somministrazione, forse la difficoltà maggiore sta nel persuadere e informare adeguatamente la popolazione sull’importanza di vaccinarsi” ha dichiarato ad EmmeReports, l’ufficiale medico della Difesa.

Tanti i timori generati dai possibili effetti collaterali dei vaccini tra la popolazione, dovuti, forse, ad una cattiva informazione da parte delle aziende farmaceutiche o dai troppi messaggi forvianti che circolano in rete. Fondamentale è dunque il lato umano e psicologico di chi somministra i farmaci ai pazienti.

“Un fattore importante è la parte psicologica, perché il paziente quando arriva nel box, prima di vaccinarsi, ha paura. Cerco, dunque, di tranquillizzarlo e di spiegargli come comportarsi in caso di reazioni al farmaco” ha spiegato il Capo di 3a Classe Ciro Feriglio, terzo componente del team della Difesa. “Bisogna vaccinarsi per poter uscire al più presto da questa pandemia, per permettere alle persone anziane di riabbracciare i loro nipoti”.

Di Francesco Militello Mirto – EmmeReports

Francesco Militello Mirto

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