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Scuola, la protesta della Rete degli Studenti Medi di Palermo

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Sit in di protesta della Rete degli Studenti Medi di Palermo per il diritto allo studio ed a scuole sicure.

Con uno striscione inequivocabile “Non voglio volere decidere tra diritto allo studio e diritto alla salute” nel pomeriggio presso i Quattro Canti di città una decina di studenti hanno manifestato nel pieno rispetto delle disposizioni anti-covid19.

La Rete degli Studenti Medi di Palermo ha organizzato un sit in per protestare contro l’immobilismo delle Istituzioni e il balletto di apertura e chiusura delle scuole che in questi mesi ha finito per lasciare irrisolti i problemi di sempre.

Alternandosi al megafono hanno evidenziato come la sicurezza a scuola non passi solo dall’indossare una mascherina visto che è sempre più comune il rischio di essere feriti dal crollo di un soffitto.

Non voglio decidere tra diritto allo studio e quello alla salute ma hanno le idee chiare sul fatto che la Didattica A Distanza (DAD) non è la soluzione ma è parte dei problemi irrisolti.

“Siamo qui a protestare perché avevamo cercato un dialogo con le Istituzioni in merito al rientro e una volta fallito avevamo anche organizzato uno sciopero, e tutto questo ancora prima che si sapesse del rientro attraverso la Didattica A Distanza” afferma Anna Golino, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Palermo.

“E’ stato posticipato il rientro ma non abbiamo ancora ricevuto risposte in merito agli investimenti sui trasporti ad esempio. Quello che pretendiamo è che gli studenti non debbano scegliere tra il diritto alla salute e quello allo studio” continua la studentessa che denuncia: “il posticipo del rientro in presenza servirà solo a riprendere la DAD che è uno strumento rivelatosi non idoneo”.

“La DAD è uno strumento che non garantisce il pieno diritto allo studio, dato che come sappiamo è aumentata la dispersione scolastica e molti ragazzi continuano a non avere accesso alla didattica” conclude Anna Golino che invita le Istituzioni ad investire finalmente sulla scuola per risolvere i problemi di sempre come le “classi pollaio”.

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di Antonio Melita – EmmeReports

Antonio Melita

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