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2° Osservatorio Continental Mobilità e Sicurezza

2° Osservatorio Continental Mobilità e Sicurezza
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In un periodo di ricerca di una nuova normalità e di convivenza con il Covid-19, l’automobile per il 71,2% dei siciliani rimane il mezzo più sicuro con cui muoversi.

E’ quanto emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio Mobilità e Sicurezza realizzato da Continental attraverso gli istituti di ricerca Euromedia Research e Ernst & Young.

 Il 36,1% degli intervistati ha dichiarato di spostarsi in modo differente rispetto al periodo pre Covid-19 e di questi il 54,1% lo ha fatto per timore di prendere i mezzi pubblici o per una più generica paura di uscire di casa 12,2%. 

Da sottolineare anche una riduzione drastica degli spostamenti (25,7%) e del conseguente bisogno di mobilità soprattutto a causa della perdita del lavoro o della cassa integrazione (14,9%).

In linea con i risultati ottenuti a livello nazionale, anche i siciliani non prevedono di tornare alle abitudini pre-covid a breve; infatti l’83,8% manterrà le nuove abitudini “sicure” di spostamento anche in autunno e in inverno e il 70,3% anche quando sarà finita la pandemia e arriverà il vaccino. 

Dal cambio delle abitudini e dalle intenzioni di comportamento futuro emerge una mobilità che ha ancora al centro l’automobile come mezzo di trasporto che sia però sostenibile dal punto di vista economico e ambientale.

La crisi economica pesa sul mercato automobilistico e il 74,1% degli intervistati dichiara di non voler cambiare la propria auto per motivi economici, perché la ritiene ancora affidabile o ancora per la mancanza di incentivi adeguati. 

In presenza però di aiuti da parte dello Stato o delle Regioni il 70,7% dei siciliani si dichiara propenso a cambiare la propria auto con un autoveicolo elettrico (28,3%), ad alimentazione ibrido benzina (18,9%), ad alimentazione ibrido plug-in (16,9%) e a benzina (15,1%).

In previsione di un ritorno alla completa “normalità”, si avverte la necessità di ripensare la struttura, le viabilità e le infrastrutture delle città.

Il 71,2% dei siciliani desidera una mobilità fatta di sostenibilità vera che rispetti l’ambiente e che veda come protagonisti autoveicoli sicuri ed ecologicamente “puliti”, e non una mobilità fatta di monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette (20%). 

Per mantenere le città più libere dal traffico e più vivibili da un punto di vista di qualità dell’aria, il 49,3% degli intervistati suggerisce il potenziamento dello smartworking e dei servizi di prossimità, il 36,6% un maggior sostegno al trasporto pubblico, il 32,2% consiglia di puntare sull’elettrificazione dei veicoli ed infine il 25,9% punta sulla pianificazione degli orari di ingresso nel lavoro, nelle scuole.  

Questo desiderio di trasformazione però si scontra con la percezione della maggioranza delle persone (64,9%) che crede che il proprio Comune non sia ancora pronto ad accogliere questi cambiamenti di tipo sociale e strutturale. 

I blocchi della mobilità e delle attività produttive che hanno caratterizzato il lockdown hanno inciso positivamente sull’ambiente e, di pari passo, sembrava essere aumentata la consapevolezza e la sensibilità degli italiani rispetto al tema “ecosostenibilità”.

Tuttavia, finita la fase emergenziale, questo trend sembra diminuire: più della metà degli intervistati (50,2%) dichiara infatti di prestare attenzione alle tematiche green come prima dell’emergenza sanitaria, se non in maniera inferiore. 

Infine, parlando della sicurezza stradale, il 72,7% si sente sicuro delle proprie capacità alla guida del proprio mezzo di trasporto. 

In tema di sicurezza l’elemento più importante viene ricondotto alla figura del guidatore (37,6%).

Seguono poi i freni (15,1%), le cinture (12,7%), la segnaletica stradale e i semafori (10,2%) e gli pneumatici (4,9%).

Per gli intervistati rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri utenti della strada (64,4%), adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (19,5%) ed evita di incorrere in sanzioni (7,8%), mentre per il 2,9% è un limite che impedisce loro di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo. 

di Redazione – EmmeReports

Redazione

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