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Dai, Ale, Non Mollare! di Benvenuto Caminiti

Dai, Ale, Non Mollare! di Benvenuto Caminiti
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“Alessandro Martinelli, purtroppo, per ora si ferma qui. L’esito degli esami medici approfonditi gli impedisce di proseguire con l’attività agonistica. In questo momento difficile, non ci resta che stringerci tutti attorno a lui, protagonista di tante battaglie, leader in campo e fuori non  solo per quella fascia gialla al braccio, ma per il suo cuore di uomo straordinario. Un abbraccio. Alè. Forza”.

Questa, la nota della società circa la situazione clinica di Martinelli: stringata come dev’essere un comunicato stampa ma anche piena di partecipazione emotiva.

Io Martinelli non lo conoscevo, sapevo solo che fino all’anno prima militava nel Brescia e, per saperne di più, telefonai a Corini, che lo aveva allenato nelle “Rondinelle”: “Martinelli? – mi disse Eugenio – è un gran bel giocatore, forte di testa e di gambe ma soprattutto, un ragazzo d’oro, che fa squadra in campo e nello spogliatoio!”.

Corini, che di solito non spreca sillaba se prima non l’ha “pesata” per bene, per Martinelli fu subito prodigo di elogi. Infatti aggiunse: “Può benissimo fare la serie B; tra i dilettanti, quindi, farà la differenza”.

E così fu, infatti. E lo capì subito anche mister Pergolizzi che, out Santana per infortunio, gli consegnò la fascia di capitano. Che Martinelli  onorò sempre con l’impegno strenuo del leader che non tira mai indietro la gamba e riesce, al contempo, ad essere da esempio per i compagni più giovani ed inesperti. Dove c’era un principio di rissa lui interveniva e, senza bisogno di sbracciarsi, riportava la calma: gli bastava uno sguardo, una pacca sulle spalle, la parolina giusta al momento giusto.

Ricordo, dopo dieci vittorie consecutive, l’amara sconfitta subita in casa dal Savoia, che aveva impostato la partita sul piano fisico, uno scontro tira l’altro, calcioni a raffica, mentre l’arbitro, un certo Calzavara di Varese, si guardava bene dall’intervenire, come se volesse far capire al colto e all’inclito che lui non subiva l’effetto Barbera, semmai il contrario. Così, se proprio doveva tirar fuori i cartellini, lo faceva (quasi) sempre sbattendoli in faccia ai giocatori rosanero.

Infatti, quando Ficarrotta reagì con un calcetto all’ennesimo plateale fallo di un avversario, lui, il Calzavara, si fece mezzo campo di corsa per arrivare sul posto e sbatter fuori l’attaccante palermitano. E come se la rideva. Tanto che lo vidi sganasciarsi pur dai cinquanta metri in altezza della Fila 19, dove mi trovavo.  

E fu allora che mi resi conto che capitano avessimo in campo, perché, mentre gli altri rosanero protestavano vibratamente, urlando chissà che in faccia all’arbitro e rischiando, quindi, altri severi provvedimenti, Martinelli li allontanò ad uno ad uno, i suoi compagni, chi abbracciando e chi redarguendo, certo fu che, in un baleno, tutto tornò tranquillo.

Non avremo più Martinelli, il capitano, e sarà un vuoto difficilmente colmabile, perché dovremo cercare e trovare una mezzala capace di difendere, proporre gioco e attaccare come faceva lui.  

E forse lo troveremo, Castagnini e Sagramola, ci stanno lavorando da mesi.

“Martinelli – è sempre Corini a parlare – nazionale svizzero dall’under 15 all’under 21, trentatré partite senza mancarne una, ci è nato capitano, per via del carisma, sua dote naturale, come il fiuto del gol per un bomber o l’assist geniale per un fantasista…”.

L’unico, tenue barlume di speranza è quel “per ora”, che si legge ad inizio del comunicato stampa: vuol dire che un domani, vicino o lontano chissà, Martinelli verrà fuori dalla situazione d’impasse attuale e potrà ricalcare di nuovo i campi di calcio. 

Lo auguriamo al bravo giocatore e, ancor di più, al bravissimo ragazzo, che aveva puntato tutto sul calcio, sin da ragazzino, in quel di Mendrisio e che, all’improvviso si vede sbatter fuori da una diagnosi clinica impietosa, che gli lascia solo il minimo spiraglio di quel “per ora”

Dai, Ale, non mollare! Ci viene dal cuore questo incoraggiamento perché se lo merita, e se lo merita perché in soli sette mesi (quant’è durato, per via del Covid, il campionato) mi ha conquistato. Così come ha conquistato il popolo rosanero, la Curva Nord in particolare, cuor pulsante del tifo del “Barbera”.

Curva Nord allo Stadio Renzo Barbera di Palermo

di Benvenuto Caminiti – EmmeReports

(Nella foto di copertina, Alessandro Martinelli è il terzo da sinistra in prima fila).

Redazione

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