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La Bambinanza, Alessandro Ienzi: “Il teatro è di tutti”

La Bambinanza, Alessandro Ienzi: “Il teatro è di tutti”
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Lo spettacolo ‘La Bambinanza’ sbarca a Palermo, nella piazza dell’ex Onpi a Partanna Mondello, ed è un successo.

Per Alessandro Ienzi, direttore della compagnia Raizes Teatro e regista della manifestazione, è importante riconoscere al teatro lo stesso valore che hanno istruzione e assistenza sanitaria, e dunque garantirne l’accesso a tutti i cittadini.

La Bambinanza è uno spettacolo che abbiamo presentato a Bruxelles in occasione del trentesimo anniversario della convenzione ONU sui diritti del fanciullo” racconta Alessandro “portare qui uno spettacolo che è stato nella culla della democrazia europea consente di connettere le istituzioni superiori con le realtà concrete che esistono in tutte le città d’Europa, e tra queste anche Palermo”.

“Il teatro è di tutti” aggiunge poi “indipendentemente da quelle che sono le distinzioni sociali”.

L’opera porta in scena tre storie di tre bambini che hanno subito la violazione di alcuni dei propri diritti: sono storie vere, come quella di Patrick Andrade Mendes, attore della compagnia, che sulle scale della chiesa dell’ex Onpi rievoca parti della sua infanzia a Capoverde, tra bagni a mare con la famiglia e storie sui trafficanti d’organi.

“Ci dicevano che dovevamo stare attenti ai turisti bianchi” racconta Patrick “perché il trafficante si univa a loro. C’erano bambini che sparivano durante la notte”.

Lo spettacolo, nonostante iniziali timidezze del pubblico, viene accolto alla fine con grande entusiasmo.

“È stata una cosa bella” dice un residente al termine dell’evento “preferirei che si portasse più spesso, anche se qui si fanno già tante iniziative con la chiesa, sia per noi, per avere una mente più libera, più aperta, sia per le persone povere che non possono permettersi di assistere a uno spettacolo”.

Aggiunge un altro residente: “E’ stata una cosa positiva, per dimostrare al quartiere che qui si fanno anche cose buone, che qui ci vivono famiglie e persone per bene”.

“Vorremmo dimostrare che noi qui non siamo mafiosi” dice un ulteriore abitante dell’ex Onpi “ci hanno presi tutti per mafiosi. Non lo siamo, siamo cittadini e siamo poveri, non possiamo farci nulla”.

L’incontro tra le famiglie e la compagnia teatrale è stato pensato da Sunia, ente attivo in Italia che rivendica il riconoscimento del diritto alla casa per ogni cittadino.

“Noi stiamo provando a creare una comunità” afferma Zaher Darwish, Segretario generale del Sunia Palermo “per sensibilizzare l’amministrazione pubblica verso un tema incalzante, cioè quello di attenzionare le famiglie che soffrono di una sorta di emarginazione sociale e di dare delle risposte concrete alle difficoltà che giorno per giorno emergono, specie se sono legate a dei minori”.

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di Virginia Cataldi – EmmeReports

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