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Preapertura della caccia in Sicilia: insorgono Legambiente, LIPU e WWF

Preapertura della caccia in Sicilia: insorgono Legambiente, LIPU e WWF
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Insorgono alcune associazioni animaliste contro la “preapertura” della stagione venatoria presentata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera durante la riunione del Comitato regionale faunistico venatorio.

“L’assessore regionale all’Agricoltura ha presentato la bozza del calendario venatorio 2020-21 che prevede l’apertura anticipata della stagione di caccia sin dal prossimo 2 settembre anziché al 1° ottobre. Da quel giorno sarà possibile la caccia al coniglio selvatico, in assenza di censimenti preventivi, anche con l’uso del furetto e l’inclusione tra le specie cacciabili anche quelle in declino a livello internazionale o addirittura molto rare come il Combattente” affermano in una nota le associazioni Legambiente , LIPU e WWF.

Il Calendario proposto dall’Assessorato è stato sottoposto a valutazione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che ha rilasciato un parere negativo con la seguente motivazione: “l’anticipazione della stagione venatoria risulta dannosa perché colpisce animali ancora in periodo riproduttivo, mentre varie altre disposizioni del calendario sono censurabili perché prevedono un esercizio della caccia troppo esteso per forme e modalità, tali da danneggiare il patrimonio faunistico”.

Secondo Legambiente, Lipu e Wwf, questo calendario venatorio, così come formulato, sarebbe quindi “illegittimo perché ripropone le medesime disposizioni già ampiamente e costantemente censurate dalla magistratura”.

Già nella stagione 2018-2019 Legambiente, LIPU e WWF avevano impugnato il Calendario venatorio ottenendo la sospensione della caccia.

Legambiente, LIPU e WWF, pertanto, hanno inviato una diffida all’Assessore Bandiera, al Presidente Musumeci ed al Dirigente del Dipartimento Sviluppo rurale, invitando la Regione “a regolamentare il prelievo venatorio nel pieno rispetto della normativa statale e comunitaria, recependo integralmente i pareri e le indicazioni di ISPRA e Ministero dell’Ambiente”.

In caso contrario, le Associazioni ambientaliste preannunciano di voler adire le azioni giudiziarie ritenute più opportune.

di Redazione – EmmeReports

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