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Chiara Modica Donà Dalle Rose: “La BIAS è più vicina a un neo-umanesimo, all’uomo e alle piccole realtà”

Chiara Modica Donà Dalle Rose: “La BIAS è più vicina a un neo-umanesimo, all’uomo e alle piccole realtà”
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È stata presentata oggi a Palazzo D’Orleans la terza edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea Sacra e delle Religioni dell’Umanità.

All’incontro erano presenti oltre al presidente di BIAS, la contessa Chiara Modica Donà Dalle Rose, anche l’assessore ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana Alberto Samonà e il sovrintendente della Fondazione Sant’Elia, Antonio Ticali.

La BIAS nasce nel 2009 dall’idea di un gruppo di artisti, che dopo diversi anni di preparazione, arrivano in Sicilia, per portare l’arte contemporanea nei comuni e luoghi più piccoli.

“Attraverso la BIAS portiamo la Sicilia nel mondo” ha affermato la contessa Chiara Modica Donà dalle Rose.

“Questa biennale è unica al mondo, perché le opere degli artisti sono esposte in padiglioni divisi per religione e non per nazionalità, in ordine di apparizione sul mondo e non per importanza. Non ci sono neanche limiti murari, né pregiudizi di carattere filosofico ha continuato il presidente di BIAS.

I padiglioni sono suddivisi in abramitico, buddista, filosofico, delle religioni perdute, scientifico, delle religioni africane ed esoterico, infatti l’esoterismo è sempre esistito nell’arte e nella musica, e trova le sue radici negli antichi egizi e negli assiro-babilonesi. Novità di quest’anno la presenza di opere dei web artist, in cui gli artisti declinano la loro arte attraverso il linguaggio del web” ha spiegato il presidente della BIAS, che ha precisato come in questa biennale “l’arte rompa il pregiudizio, il giudizio che anticipa la conoscenza, che di fatto la impedisce. La lingua è il primo ostacolo, non la distanza, che abbiamo rotta con il web, dunque, il pregiudizio nasce dal fatto che si ha un giudizio che anticipa la voglia di conoscere l’altro. L’arte, non avendo il limite della lingua, quello del linguaggio scritto, la parola che deve essere tradotta e quindi fraintesa, vittima del relativismo culturale, suscita emozione e partecipazione”.

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Il tema di quest’anno della BIAS è “the time of game, the game of time”.

“Un tema incredibilmente di attualità dopo questi mesi di silenzio” ha confermato la contessa Chiara Modica Donà Dalle Rose. “È stata una vera sfida fare la BIAS nonostante il Covid, dimostrare che questa biennale è più vicina a un neo-umanesimo, più vicina all’uomo, all’individuo, ai comuni, alle piccole realtà e non alle multinazionali. È una grande riflessione sull’arte”.

La contessa ha ricordato come la sua famiglia sia da 600 anni nel mondo del collezionismo e “mecenate” nel mondo dell’arte. Tra gli artisti noti “sponsorizzati” da questa prestigiosa famiglia troviamo artisti del calibro di Tintoretto e Tiziano.

“Fare mecenatismo vuol dire avere la consapevolezza che l’arte possa essere un valido strumento per ottenere la pace fra i popoli, attraverso la conoscenza del mondo, la comprensione, la condivisione, quindi senza il pregiudizio, senza fermarsi all’immagine” ha affermato il presidente della BIAS.

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“Il senso del sacro ha sempre animato l’arte nella storia, da quando esiste l’umanità, anche l’arte contemporanea può recuperare il senso del sacro, guardando differenti linguaggi, differenti espressioni artistiche e differenti espressioni del sacro, non dogmaticamente ma in modo libero, attraverso lo sguardo della sensibilità di ciascuno” ha affermato Alberto Samonà, assessore ai beni culturali e identità siciliana.  

“La BIAS di quest’anno si focalizza sul tempo e il gioco, due momenti fondamentali. Il tempo che non è qualcosa di sprecato, ma che nella spiritualità, nella sacralità, diventa un elemento circolare, in cui, il prima, il dopo e il durante diventano qualcosa di eterno e di consacrato e divino, e il gioco non è altro che l’eterna partita che viene compiuta in questo piano di esistenza” ha proseguito l’assessore.

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“L’arte, le diverse espressioni artistiche ci riconciliano con questa dimensione del sacro, che è una dimensione che appartiene anche alla nostra quotidianità, troppo spesso lontana da questo piano di riflessione, troppo spesso proiettata al divenire” ha spiegato Alberto Samonà.

“Voglio anticipare che, come Regione Siciliana, a settembre faremo una tre giorni dedicata alla spiritualità islamica e a quella ortodossa bizantina, uno strano connubio, visto che si tratta di religioni che hanno sempre dialogato conflittualmente, ma noi vogliamo guardare agli elementi comuni, a quella comune tensione verso il sacro, verso il mistero, verso ciò che non è conosciuto, e che però può diventare elemento della quotidianità” ha concluso l’assessore Samonà.

di Francesco Militello Mirto – EmmeReports    

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