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L’intervista/ Aurora Padalino: “la gente ne uscirà migliore”

L’intervista/ Aurora Padalino: “la gente ne uscirà migliore”
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Aurora Padalino, una giovane attrice palermitana, è l’autrice del progetto-video “Concediti del tempo”. Sul testo da lei ideato, ha coinvolto 17 colleghe che hanno recitato “rompendo attraverso il video” la quarantena.

 

Iniziamo parlando del progetto “Concediti del tempo”. Il tempo è la risorsa scarsa per eccellenza, doveva essere proprio un virus a ricordarcelo?

Paradossalmente credo di sì, anche se avrei preferito ci si fermasse in maniera diversa, ma come si dice “da un grande male, ne viene fuori sempre un grande bene”. 

La Terra sta respirando. C’è meno inquinamento e gli animali stanno meglio, in un momento in cui il pianeta stava gridando aiuto adesso sta ottenendo, anche se in maniera minima, una risposta! 

 

Come nasce il progetto? Perché la scelta di condividerlo e soprattutto con 17 donne, colleghe e attrici?

Il progetto nasce tre anni fa in un momento di estremo caos della mia vita, dove per scelta mi sono allontanata da tutto e da tutti ed ho iniziato a concedermi del tempo per ritrovarmi, in silenzio.

Ho scelto di condividere questo progetto, perché in un momento di distacco e solitudine siamo in realtà più uniti che mai.

Tutti abbiamo le stesse mancanze, gli stessi bisogni, le stesse paure e la stessa fame d’amore. Il fatto che abbia scelto delle donne non è una coincidenza, perché volevo dare voce ad un gruppo meraviglioso e, posso affermare, che questo esperimento è riuscito perché dentro c’è anima e cuore.

 

Aurora, parlaci un po’ di te.

Mi reputo una donna fortunata perché fin da bambina ho studiato, respirato la polvere del palcoscenico, pazientato, collaborando con donne generose, piene di passione, idee ed entusiasmo che mi hanno trasmesso la voglia di fare soprattutto in teatro. Ho fatto tanta gavetta ma nonostante tutto per me è solo l’inizio ho fame di sapere e imparare.

Sono fiduciosa e credo che le cose stiano cambiando! Bisogna avere fede e pazienza.

foto ©Sergio Fiorito

Il tuo è un progetto di condivisione al femminile, un “esperimento” sicuramente riuscito, ma vale lo stesso nel cinema o nel teatro? 

Il cinema è il mio più grande sogno, anche se già ho assaporato l’esperienza del set e ricordo perfettamente l’energia meravigliosa e solidale che si è creata. Per me il vero artista è un generoso e quindi posso dire per mia piccola esperienza, che oggi le donne hanno meno paura e più voglia di dire, di fare, unirsi e guardo fiduciosa il presente soprattutto il mio.

 

Raccontaci qualche aneddoto sulla realizzazione del video.

È stato davvero emozionante e anche molto divertente. Ho deciso tutto in piena notte fonda. Posso svelarvi che il progetto-video nasce inizialmente “misto” col coinvolgimento di colleghi uomini e donne.

Solo qualche giorno prima della realizzazione ho cambiato idea.

Quindi con estrema sincerità ho richiamato i colleghi, che avevo inizialmente coinvolto, dicendo loro la verità e devo dire che hanno capito le mie intenzioni. Come si dice la verità paga sempre.

Dentro il mio cuore volevo sentirlo e affidarlo solamente a delle donne.

 

Ti stai concedendo del tempo “per sognare”, quali sono i progetti a cui stai lavorando? 

Sempre! Sono una sognatrice ma con i piedi saldi per terra.  

Sto lavorando a un mio progetto di teatro per bambini e anche per adulti… Ma non posso svelarvi di più! Non ho nessuna fretta, quando sarà il momento di parlarne ne parlerò.

 

Alterniamo giorni caratterizzati da iniziative di solidarietà con altri dove prevale l’egoismo. Crediamo che andrà tutto bene, ma siamo sicuri che ne usciremo migliori?

Questo dipende molto dal singolo per poi arrivare al collettivo.

Non sono mai stata abituata a generalizzare perché molto di chi siamo dipende da dove veniamo,  dalle scelte che facciamo, dai pensieri che scegliamo e personalmente ho sempre guardato me stessa, cercando di capire dove poter migliorare e cosa poter fare per gli altri.

Capisco che non è per nulla facile fare questo con a carico una famiglia, attività, figli ma sono fiduciosa e credo proprio che la gente sta ritrovando e riscoprendo ciò che non può essere comprato.

Ritrovando la fede che aveva perduto, capendo il valore di un abbraccio, la chiacchierata con un proprio caro o il rapporto con la persona amata.

Quindi se guardiamo bene la risposta è sì la gente ne uscirà migliore.

 

Quale è stata l’ultima cosa che hai fatto prima dell’isolamento e quale pensi di fare non appena tutto questo terminerà? 

L’ultima cosa che ho fatto è stata passare una giornata al mare con la mia nipotina Alba che non vedo da più di quaranta giorni.

Mi piace moltissimo il mare osservarlo, ascoltare la sua dolce musica e una cosa che mi mette pace.

Quando terminerà questa quarantena la prima cosa che farò sarà andare ad abbracciare i miei nipoti perché in questi giorni sono diventata zia per la seconda volta di un bambino bellissimo Samuel e quindi la prima cosa che farò sarà vedere mio nipote e andare al mare con loro per godere della bellezza della vita.

 Vi abbraccio forte. E’ stato un piacere chiacchierare con voi

 

di Antonio Melita – EmmeReports

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